Partiamo da Washington Dulles la mattina, col primo aereo per St Thomas. Volo perfetto, ma in aereo si gela… non capisco perché tengano l’aria così bassa… Per fortuna appena si scende trovo un clima gradevole e ritorno a temperatura normale. Un taxi ci porta alla barca, su cui vivremo per 7 giorni, il paese è in festa, non so bene per cosa, e c’è un traffico notevole, ma non mi interessa, la mia vacanza di relax inizia qui e mi guardo intorno in “slow mood”.
Saliamo in barca, uno splendido Southern Wind di 29 m. con lo scafo color oro metallico. Sul tavolo, per benvenuto, frutta fresca tagliata. Sono qui, in un posto splendido, in compagnia di amici cari e mi aspetta una settimana fantastica, cosa volere di più? Mentre disfo la valigia, salpiamo alla volta di St John, nelle United States Virgin Islands (USVI), dove ancoriamo a Francis Bay e sono subito in acqua. Dopo pranzo facciamo un giro in gommone per guardare più da vicino le coste, che vediamo punteggiate da alberi gialli che non capiamo cosa siano, comunque sono belli da vedere!
La mattina successiva, dopo una notte in cui ci siamo svegliati perché la pioggia ci cadeva sulla faccia, troviamo il tempo perfetto e faccio subito un bagno. Ho sempre amato fare il bagno prima di colazione, se sono in barca, quando possibile non me lo faccio mai mancare, uno dei miei piccoli piaceri…
Dopo colazione, bella veleggiata verso Little Hans Lollick e Lollik Hill e successivo giro in gommone per avvicinarci alle coste per fare bagni.
Quindi rientro verso St John e ancoraggio in una rada splendida: Hawksnest Bay, un paradiso.
Scendiamo alla spiaggia dove c’era l’hotel di Rockefeller che è stato distrutto dagli uragani Irma e Marta (però neanche tanto distrutto a dire il vero, ci sono ancora le palazzine con le finestre e le tende!) Infatti, oltre alla distruzione che sicuramente c’è stata, pare che ci siano complesse dispute legali sulla proprietà dei terreni e sui diritti di gestione con il National Park Service. Sulla spiaggia più grande facciamo un bellissimo bagno iniziato con la nuvola ma finito col sole, così abbiamo visto bene i colori dell’acqua, turchesissima!
Bordesiamo St John fino ad arrivare a Lameshur Bay che è dalla parte opposta a quella in cui abbiamo passato la notte e successivamente a Round Bay. L’isola è verdissima, non c’è proprio niente, nessun segno di insediamento umano, solo piante verdi fittissime e spiagge bianche! Mi riempio gli occhi di questi paesaggi e della pace che c’è veleggiando, nessun rumore, solo lo sciacquio del mare lungo le fiancate della barca. Mi piace.
La mattina seguente dopo il bagno di rito con tuffo dalla prua per festeggiare il compleanno della mia amica, ci dirigiamo verso Tortola nelle British Virgin Island (BVI), dobbiamo fare l’immigration. Scendiamo a Soper’s Hole Wharf & Marina, un insieme di casine colorate molto caraibico, il tempo non è bellissimo e fa un po’caldo appiccicoso, così passiamo tutti i negozi che ci sono (4 o 5) e entriamo anche nel supermercatino a curiosare, perché manca l’aria e i condizionamenti ci fanno piacere.
Riprendiamo la navigazione e ormeggiamo davanti a Sandy Cay (vicina a Jost Van Dike), un’isoletta piccolina con una striscia di sabbia bianchissima.
Scendiamo a terra in gommone. Sulla spiaggia ci sono grossi massi di madrepore bianche. Nonostante non ci sia il sole devo proteggermi le spalle, che mi sono scottata stando a chiacchierare a prua durante una veleggiata, che sprovveduta! Così indosso la maglietta perché la protezione 50 non basta e torniamo a nuoto alla barca. Bellissimo!
Scopro che l’isola è stata di proprietà privata per 40 anni di Laurance S. Rockefeller, che si è occupato della sua conservazione e dal 2008 è Parco Nazionale, infatti è un importante sito di nidificazione per varie specie di tartarughe e di uccelli. Pranziamo qui e facciamo anche un pisolino e, mentre qualcuno ancora dorme, ci spostiamo verso un’Isolina che sembra quella delle barzellette, piccolina, di sabbia bianca, con 2 palme nel mezzo: Sandy Spit Island
In teoria dovremmo passare la notte ancorati qui, ma il rollio è fastidioso e quindi ci spostiamo verso un punto più riparato: West End Bay, che il capitano ci dice essere bruttino ma tranquillo. Eppure, arrivando al buio, le lucine delle barche e quelle della Marina, lo fanno sembrare un posto accogliente e magico. In effetti al mattino mi accorgo che di magico non ha proprio nulla, è una specie di canale che però è protetto dalle onde libere dell’oceano e quindi super tranquillo. Partiamo subito, mentre ancora stiamo facendo colazione e ci dirigiamo verso Guana Island, si chiama così perché sulla costa nord occidentale c’è una formazione rocciosa che ricorda un’iguana e, a parte questo, ospita realmente una numerosa popolazione di iguane. E’ un’isola privata, l’accesso è consentito solo ai 30 ospiti registrati all’hotel.
Scendiamo sulla spiaggia di White Bay che è splendida e la percorriamo tutta a piedi, intanto esce il sole, che gioia! I colori sono pazzeschi e facciamo un lungo bagno con chiacchiere.
Quando decidiamo di rientrare a bordo a nuoto, vediamo che in mare ci sono delle piccole meduse a forma di anello (ma saranno state meduse? Ho cercato nel web ma non sono riuscita a trovare nulla che somigliasse) e allora, a scanso equivoci, meglio salire sul gommone… pranzo e poi partenza verso Virgin Gorda, che è la terza isola più grande delle quattro isole principali. Fu soprannominata la Vergine Grassa da Cristoforo Colombo perché, dicono, il suo profilo ricorda una donna sdraiata su un fianco, a me non sembra poi tanto… quello che è certo è che è molto articolata, con una parte centrale più grande e due lunghe braccia sottili. Sul tragitto, navighiamo per un bel tratto in compagnia di tre delfini che giocano a prua, passando sotto la chiglia e stando vicinissimi a noi. E’ sempre un’emozione quando mi capita di vederli, sono belli, eleganti, così veloci nell’acqua e sembra veramente che provino piacere a giocare con le onde e con le barche. Come a Fakarava quando, alle 18, si andava a vedere la danza dei delfini con le onde nel cambio della marea lungo la pass: salti incrociati in continuazione, erano bellissimi! (Ne parlo nell’articolo sulla Polinesia). Dopo i delfini arrivo a Virgin Gorda e stop a Bitter End Yacht Club, una marina molto carina, ricostruita dopo l’uragano e quindi super in ordine. Giretto con visita alla boutique (qui è veramente una boutique, non come i negozietti della marina di Tortola!) e poi rientriamo a bordo. Luca, il capitano, ci aspetta per una caipirinha squisitissima e passeremo la notte poco lontano da qui, a Biras Creek, una baia protetta che ci regala anche uno splendido tramonto.
La mattina seguente veleggiamo verso Savannah Bay e approdiamo sulla spiaggia stupenda e bianchissima di Pond Bay, praticamente la continuazione di Savannah Beach. Mi sembra il posto giusto per riprovare il SUP, ma non riesco a stare in piedi! Eppure in Polinesia mi era sembrato così facile… Saranno gli anni che sono passati o ci sono correnti, di cui non mi accorgo, che mi fanno perdere l’equilibrio? (Ovviamente opto per la seconda possibilità!!). Meglio stare in ginocchio, ma così finisce anche un po’ il piacere.
La spiaggia è pazzesca e appena sopra c’è una casa splendida con vetrate panoramiche.
Facciamo un bagno lunghissimo chiacchierando e creando una storia sulla casa che si vede in fondo alla spiaggia, in cui uno stuolo di inservienti sta pulendo la piscina: “Forse stanno arrivando i proprietari? “ “Ma tu preferiresti una casa lì o la barca?” “Ma la sala e la cucina sono collegate? Non si capisce bene dalla vetrata”. Insomma, puro “cazzeggio” per prolungare la permanenza in acqua.
Ma, quando decidiamo di tornare a bordo, ci accorgiamo che i telefoni non prendono, per fortuna l’equipaggio della barca è attento e ci viene a recuperare.
Dopo pranzo riprendiamo la navigazione attorno a Virgin Gorda e ci fermiamo a fare il bagno davanti a The Baths un posto pazzesco, un vero incanto geologico, composto da imponenti massi di granito che formano piscine naturali riparate sul bordo delle piccole spiagge.
Non si può accedere neanche con il gommone, così ci accompagnano e ci aspettano mentre noi scendiamo a riva con le maschere e facciamo un giretto sulla spiaggia. Troviamo dei francesi che stanno raccogliendo dei manghi dall’albero e che sono arrivati in barca dalla Thailandia, che viaggione!
Cominciamo il viaggio di avvicinamento a St Thomas, e facciamo un bagno pomeridiano a Norman Island in una zona con pareti rocciose e grotte che pare fossero rifugio di pirati e infatti si chiama Treasure Cove, ci saranno davvero tesori?
Le pareti rocciose sono ricoperte di vegetazione come sempre lussureggiante e da Melocactus che sono pronti per fiorire (hanno tutti quel buffo cappello rosso da cui si svilupperanno i fiori)
Arrivati a St. John, ci ancoriamo a Leinster Bay per la notte e ci godiamo un altro tramonto spettacolare
La mattina ci spostiamo sempre a St John verso Hawksnest Bay, mangiamo qui e decidiamo di fare una veleggiata verso St Thomas. Nel viaggio prendiamo anche una discreta acquata ma il nostro capitano, impavido, continua a tenere la barca anche sotto la pioggia. Dura poco, poi esce il sole e arriviamo puntuali all’appuntamento per l’immigration (perché arriviamo dalle BVI e dobbiamo rientrare nelle USVI), scendiamo alla Marina e aspettiamo che un funzionario metta i timbri su tutti i passaporti: siano ufficialmente rientrati negli Stati Uniti.
Poi ritorno in barca, doccia rapida e via verso l’aeroporto, la vacanza di relax e meraviglie per gli occhi e la mente è finita, si torna alla civiltà, con le macchine, le strade, i rumori.
So già che mi mancheranno quel blu e quegli azzurri, le trasparenze dell’acqua, i pesci, il rumore dell’oceano sulle fiancate quando si veleggia, le coste delle isole, verdi, di un verde così fitto che sembra quasi il disegno di un bimbo con le chiome degli alberi a batuffolo, le spiagge bianche, le stelle nel cielo, anche l’acqua sul viso mentre dormivo col boccaporto aperto… Ho un’anima marina, forse in un’altra vita sono stata un animale acquatico?
INFO SUL VIAGGIO:
- Durata 7 giorni
- Tappe, basate anche sulle condizioni di vento e mare, le seguenti:
- St Thomas
- St John
- Little Hans Lollik – Lollik Hill
- St John
- Tortola (BVI)
- Sandy Cay – Sandy Spit Island
- Guana Island
- Virgin Gorda
- Norman Island- St John
- St Thomas
- Periodo fine Aprile/primi di maggio, qualche acquazzone, cielo mutevole ma comunque sempre sole e mai troppo caldo, mare tiepido
- Pernottamenti sempre in rada
- Pasti sempre a bordo